SULPM

31 luglio 2007

ROMA: PROGETTO POLIZIA MUNICIPALE

LE NUOVE SFIDE

 

 

Proposta di preintesa con l’Amministrazione Comunale di Roma

 

Il tema della sicurezza ordinaria di Roma è al centro dell’attenzione dei cittadini che chiedono di potersi muovere serenamente nelle vie e nelle piazze delle proprie città.

Il cittadino, in buona sostanza, non sente l’insicurezza derivante dalla eventuale minaccia terroristica, ma subisce quella derivante da eventi non organizzati, ma accidentali, come scippi, borseggi, violenze, furti o rapine.

La Safety, come gli anglosassoni definiscono meglio questo “livello” di sicurezza, comprende ad esempio anche altre tipologie di eventi: la prevenzione inerente la sicurezza stradale, la lotta al lavoro nero e alle morti bianche, lo sfruttamento dell’immigrazione, la tutela dei minori, il controllo dell’ambiente, la lotta alla contraffazione e alla falsificazione delle merci, l’individuazione dell’alterazione dei prodotti alimentari e più in generale la difesa del consumatore, il decoro urbano, l’infortunistica stradale, la viabilità.

C’è dunque una risposta  di “sicurezza ordinaria” e di riacquisizione della certezza del diritto, che può essere migliorata solo modificando l’efficienza e la specializzazione del Corpo della Polizia Municipale al fine di poter consentire al Sindaco un potere di iniziativa sulle problematiche di sicurezza dei propri territori pur sempre nel rispetto delle competenze statali, ma non in passiva attesa di interventi “dall’alto” che sono sempre di breve durata e quindi con efficacia a tempo determinato.

Per mantenere realmente e non utopisticamente la sicurezza nelle comunità, per non far soccombere gli Operatori alla violenza di chi la minaccia, occorre affrontare una questione non di secondario aspetto inerente la questione dell’uso della forza da parte della Polizia Municipale, attraverso l’approvazione del Regolamento dell’armamento, atteso da oltre 20 anni.

L’uso della forza, laddove strettamente necessario, deve comunque avvenire sempre con l’intento di salvaguardare, oltre all’operatore e ai cittadini vittime, anche il più possibile la salute dell’aggressore.

Attraverso l’applicazione delle teorie internazionali dell’indice d’uso della forza viene consentito all’operatore di rispondere parimenti e gradualmente con gli adeguati strumenti e proprio secondo l’uso della forza che gli si contrappone.

Non e’ un caso se, ormai, quasi tutte le Polizie Locali europee vengono dotate di strumenti idonei, quali ad esempio lo spray anti-aggressione a getto balistico (spray all’olio capsicum che attraverso la nebulizzazione crea una infiammazione esclusivamente temporanea e senza conseguenze delle parti con le quali viene a contatto), quali  il tactical baton (bastone estensibile non visibile che non crea fratture ossee ma solo una temporanea immobilità dell’arto colpito) e la pistola (arma da fuoco).

Ognuno di questi strumenti consente di graduare dunque l’uso della forza secondo la contrapposizione che trova e l’ambiente circostante. Infatti in ambienti chiusi o ventosi cosi come in presenza di persona che brandisce un arma da taglio o una siringa, lo spray e’ inefficace, necessitando cosi l’uso del tactical baton. mentre la pistola risulta, cosi’, come ultimo estremo strumento, solo in presenza di una forza contraria che si contrapponga parimenti con un’altra arma da fuoco.

 E’ inoltre indispensabile riconsiderare, nel complesso, la struttura gerarchica che, attualmente, non consente di ottenere quelle risposte adeguate alle attuali esigenze sia di efficienza ed efficacia, che di giusto riconoscimento e collocamento nella piramide dei dipendenti in base alle professionalità possedute.

Il quadro che attualmente abbiamo davanti, relativo all’ordinamento professionale, è quello generato da logiche già apertamente avversate da questa sigla.

La presente proposta nasce dunque dalla base di una situazione oggettiva che si è determinata senza che il SULPM abbia condiviso gli accordi e i principii che, a suo tempo, ne hanno gettato le fondamenta.

E’ pertanto arduo porre i dovuti rimedi oggi, vista la ingestibilità del sistema che si è generato e stante l’impossibilità di distruggere tutto per poi ricostruire da zero, ma dovendo giocoforza partire da ciò che oggi esiste e cercando di portare i correttivi che rendano efficaci ed efficienti gli interventi della Polizia Municipale.

Una maggiore incisività di questi dipende anche dalla mancanza di quella dinamicità dovuta ad una quasi totale assenza di quella struttura gerarchica che, invece, nel conferire a ciascuno il suo ruolo e la sua parte di responsabilità, qualora fosse creata e resa operativa, proietterebbe immediatamente all’esterno una immagine di efficienza ed ordine, con chiari punti di riferimento all’utenza e tale da essere certamente notata ed apprezzata dalla cittadinanza.

Infine, una siffatta riorganizzazione, concluderebbe a nostro avviso, il lungo periodo dei “veleni” e della discordia che affliggono il personale del Corpo della Polizia Municipale di Roma e sanerebbe definitivamente per questo i rapporti tra l’amministrazione comunale ed alcune oo.ss. anche attraverso l’istituzione di un apposito tavolo  di conciliazione sulle criticità ancora pendenti inerenti controversie di natura legale tra datore di lavoro e lavoratori.

 

ORDINAMENTO PROFESSIONALE

 

Categoria D

Supervisore di Unità Organizzativa

Per un riassetto della categoria D, proponiamo di partire dal vertice, riconoscendo a quei Coordinatori di Sezioni che in passato hanno posseduto l’8° qf, un grado superiore. A tal scopo si ritiene necessario istituire la figura del Supervisore di Unità Organizzativa, sovraordinandola al Coordinatore di Sezioni e coprendone l’organico con gli ex 8° qf .

Coordinatore di sezioni

Conseguentemente sarà possibile coprire i posti resisi vacanti tra i Coordinatori di Sezioni predisponendo una apposita selezione o riaprendo la graduatoria esistente.

Capo sezione

Grado assegnato a tutti gli ex 7 livelli e 7 livello led, non collocati come Coordinatori di sezioni.

Capo Reparto

Sarà quindi possibile conferire a tutti coloro sono attualmente nella posizione di lavoro di Coordinamento Nucleo Unità territoriale e Squadra la funzione di Capo Reparto con il livello economico D3 (già finanziato con l’accordo del 26 luglio 2007).

Squadra

Occorre poi dare un seguito alle procedure concorsuali già espletate, con la collocazione di almeno 800 vincitori di concorso per Funzionari (C-D), da prendersi dalla graduatoria esistente, nella posizione di lavoro di Funzionari di Squadra/Coordinamento Unità territoriali, livello economico in fase di prima applicazione D2 (attraverso il finanziamento previsto già dall’accordo del 26 luglio 2007, indennità ex-C5).

Coordinamento Nucleo Unità Territoriale – Ispettore.

Proprio con lo scopo di poter dare risposte immediate e specializzate alla cittadinanza riteniamo che sia necessario incrementare il numero degli Ufficiali di Polizia Giudiziaria e fare in modo che questi siano presenti nella composizione delle pattuglie, in modo tale da poter assicurare il coordinamento del personale, ma anche l’autosufficienza operativa, essendo autorizzato a tutti i livelli di intervento e alla conseguente produzione di atti che la legge non consente a tutto il personale produrre.

Pertanto, in prima applicazione,  proponiamo che tutti gli ex VI qf e l’ex VI led, ancora in categoria C, vengano collocati in posizione economica D1 e posizione di lavoro come Coordinamento Nucleo Unità territoriale, cosi come prevedeva tra l’altro l’art. 29 CCNL 14/9/00 e recenti sentenze della Giustizia Ordinaria del Lavoro di Roma hanno riconfermato.

Tali dipendenti assumono la denominazione di Ispettori.

 

Categoria C

E’ inoltre indispensabile evidenziare l’anzianità di servizio posseduta dal personale di fascia C, mediante l’utilizzo di gradi distintivi. Questo non allo scopo di creare una gerarchia che nella fascia C non esiste, ma per ricreare quello spirito di Corpo che, alla base ha la consapevolezza degli uomini che ne fanno parte, che ognuno all’interno della struttura ha una anzianità che cresce con il tempo e culminerà con il livello D1 ed il ruolo di UPG in modo diretto, con un semplice corso concorso.

L’impiego dei gradi distintivi dell’anzianità, in fascia C, se attuata, sarà il punto di partenza che faciliterà l’accettazione, da parte di tutto il personale, del ruolo gerarchico conferito all’UPG D1 e anche da parte del cittadino la diretta percezione di una efficienza maggiore e di chiari punti di riferimento durante gli interventi operativi. 

In categoria C vengono predisposti dei gradi  sulla base dell’anzianità lavorativa dopo aver superato un corso di formazione organizzato dall’Amministrazione:

-         Agente,

-         Agente scelto (una V rossa),

-         Assistente (due V rosse),

-         Assistente scelto (tre V rosse),

-         Vice-Ispettore (due barre argentate) .

L’operatore di categoria C con grado superiore, in forza della maggiore anzianità di servizio coordina le situazioni operative in presenza di pari livello con grado inferiore. Tale aspetto servirà esclusivamente a garantire quella più rapida efficiente ed efficace risposta operativa indispensabile alle necessità che oggi si avvertono nella città.

In fase di prima applicazione corrispondono ai vari livelli economici della Categoria C, successivamente vengono individuati passaggi di grado secondo l’anzianità lavorativa e la partecipazione a corsi di formazione.

 

        

Concorsi e turn-over nelle posizioni di lavoro

Vengono predisposti concorsi interni per le diverse posizioni di lavoro della categoria D da effettuarsi ogni tre anni con graduatoria aperta e con il turn over da effettuarsi in automatico per tutta la durata della graduatoria. Tale regola vale anche per i concorsi interni effettuati negli ultimi tre anni e per la progressione nella posizione di lavoro da Vice-Ispettore a Ispettore.

 

 

Personale a tempo determinato

I dipendenti a tempo determinato, considerato che portano con loro un bagaglio professionale e sui quali l’amministrazione comunale ha investito in termini di formazione professionale, vengono stabilizzati in categoria C.

 

 

Concorso attuale e dotazione organica

La dotazione organica della Polizia Municipale viene stabilita a 9000 unità. Dall’attuale concorso in fase di esami sarà pertanto assunto, con turn over per mantenere costante la dotazione organica concordata, il personale restante.

 

 

ISTITUZIONE NUCLEO TUTELA DEL CONSUMATORE

Si procede all’eliminazione delle figure degli Ispettori Annonari procedendo all’assorbimento di detti dipendenti comunali che ne facessero richiesta, oltre la dotazione organica del Corpo suindicata, in possesso dei requisiti previsti per l’accesso dall’esterno nella Polizia Municipale, proprio per non disperdere tale patrimonio professionale.

Viene istituito all’interno del GSSU il “Nucleo di tutela dei Consumatori” formato, oltre che da personale del Corpo, dagli ex Ispettori Annonari.

 

 

REGOLAMENTO DEL CORPO

Occorre procedere anche ad una rapida e veloce rivisitazione del Regolamento del Corpo, oltre che alla luce di quanto previsto dalla L.R. Lazio 1/2005, accorpando ad esempio da 4 a 2 le direzioni del Comando. Modificando il ruolo del Gruppo Sicurezza Sociale Urbana, specificando che effettua anche la tutela dei consumatori e soprattutto della sicurezza urbana (sgomberi, controllo delle stazioni metropolitane,….).

Viene inoltre specificato che il Corpo è ordinato nel comando Generale, nei Gruppi municipali e nei Gruppi GSSU e GPIT.

Ufficio Stampa: Si deve far assumere una maggiore importanza ai rapporti con i mass-media, per questi motivi viene istituito o rafforzato, in staff al Comandante del Corpo, l’Ufficio stampa. I dirigenti dei Gruppi, per il tramite delle centrali operative, devono comunicare immediatamente mezzo fax all’Ufficio stampa tutti gli episodi rilevanti, nel rispetto delle norme inerenti la privacy, quali incidenti stradali mortali, eventuali arresti operati dalla Polizia Municipale, eventuali operazioni ed interventi inerenti la sicurezza urbana, aggressioni ai danni di operatori della Polizia Municipale. L’ufficio stampa a sua volta informa il Comandante del Corpo e l’ufficio stampa del Sindaco e predispone un Comunicato stampa giornaliero alle ore 16 e alle ore 20.

Nei gruppi municipali viene istituita la Sezione Sicurezza Urbana, che cura le attività di vigilanza e controllo in materia di polizia sociale, tutela minori ed emarginati, fenomeni del degrado urbano, collaborazione con le altre forze di polizia del territorio.

 

 

INCENTIVAZIONE FLESSIBILITÀ ORARIA

Nella convinzione comune della necessità di dare maggiore duttilità al servizio del Corpo, viene istituita, con i fondi dell’art. 208 del CDS, di cui al CCDI 18/10/2005, una incentivazione sulla flessibilità oraria, per i soli volontari, ammontante ad Euro 150 mensili.

 

 

FORMAZIONE

Viene finanziata la Scuola di Formazione per tutte le materie in modo tale da poter consentire la continuità dei corsi. Viene inoltre istituito sul sito internet un’area riservata agli Operatori interenti la tele-formazione (formazione a distanza) con un archivio di leggi e codici da tenersi costantemente aggiornato. Viene inoltre istituita una newsletter da inviare ad una mailing list di tutti gli appartenenti del Corpo, dopo che saranno consegnate le e-mail personali derivanti dal sito comune.roma.it (Direttiva Ministro Stanca)

 

 

STRUMENTAZIONI

La Polizia Municipale di Roma, per poter compiere appieno il nuovo ruolo, ha bisogno di mutare la propria strategia sulle strumentazioni da individuare se necessario anche di volta in volta. Occorrono ad esempio camper mobili da mettere nelle zone cd a rischio per rendere visibile la presenza, automobili con protezione per il trasporto di persone da sottoporre a detenzione; di almeno 4 o 5 uffici sparsi sul territorio per l’identificazione degli stranieri e con l’attivazione dell’ufficio per la fotodattiloscopia gia esistente presso il Comando del Corpo e mai utilizzato; di edifici adeguati per il tipo di servizio da svolgere con anche camere di sicurezza; di autoveicoli con protezione metallica rimovibile sui vetri da utilizzare allo stadio, giubbini anti-taglio e caschi di protezione; guanti antipuntura; di una rete informatica intranet che consenta di collegare i gruppi tra loro con il Comando formando più banche dati di consultazione; collegamento alle banche dati dei veicoli rubati e accesso al primo livello del sistema SDI; di dotare il veicolo di telecamera che trasmetta immagini alla Centrale Operativa utile nel caso di incidenti, chiusure o verifica viabilità; dotare i mezzi di servizio di terminali collegati con le centrali operative dove poter connettersi con onde radio per scaricare tutta la modulistica e poter fare accertamenti sulla banca dati; strumenti di pre-test per la prevenzione della sicurezza stradale (guida in stato di ebbrezza).

Gli apparati radio vengono ridotti in peso e misura, mentre la portata radio viene estesa alla provincia di Roma (per questioni legate alla viabilità e per gli interventi della tutela del patrimonio del Comune di Roma nei Comuni della provincia, come Pomezia, Anzio, …).

Per quanto concerne il vestiario in dotazione al personale operativo, è da rivedere in funzione di un servizio necessariamente più dinamico. Vi sono sicuramente delle modifiche da apportare sia alla tipologia di divisa che alle dotazioni. Si citano ad esempio le scarpe estive del personale femminile che sfuggono dal piede in particolar modo se si pensa ad una corsa dell’operatrice; oppure lo spallaccio che recentemente anche la Polizia di Stato ha tolto in quanto ritenuto pericoloso per l’operatore; non è più pensabile per chi opera quotidianamente in strada in tutte le condizioni operative immaginabili che indossi cravatta e camicia, bisogna pensare ad una dotazione di vestiario più comoda che consenta praticità di movimento all’operatore con capi di vestiario comodi, consoni al servizio come ad esempio, pantaloni multitasche, maglie di cotone per l'estate (polo), giubbetti per l'inverno, stivaletti tecnici e morbidi.; ecc. Ne deriva pertanto la urgente necessità di riunire la commissione vestiario per la discussione e soluzione delle problematiche legate alla dotazioni del personale, evitando che si continui a fare in modo unilaterale acquisti sbagliati e obsoleti, in danno dei lavoratori della P.M.

Istituzione di un numero unico da concordare con la Regione Lazio, peraltro previsto dalla LR Lazio 1/2005 in modo tale da facilitare gli interventi di pronto intervento della Polizia Municipale.

 

TUTELA DELLA SALUTE

Avvio dell’Osservatorio epidemiologico e revisione del documento informativo sui rischi connessi all’attività professionale predisposto dall’Amministrazione con l’inserimento ad esempio delle malattie cardiocircolatorie e l’obbligo da parte datoriale al rispetto delle precauzioni necessarie alla tutela della salute dei lavoratori.

Il personale individuato alla tutela degli emarginati viene periodicamente sottoposto a visite mediche e ad eventuali vaccinazioni (volontarie) come ad esempio l’antitubercolina.

Il Comune di Roma presterà assistenza completa in caso detto personale subisca malattie infettive e non conteggerà i giorni di assenza per superamento dei limiti di malattia ai fini del licenziamento.

 

COSTITUZIONE PARTE CIVILE

Il Comune di Roma si costituisce parte civile in ogni caso di aggressione ai danni del personale della Polizia Municipale e fornisce assistenza legale agli stessi che si costituissero a loro volta parte civile e per il risarcimento dell’eventuale danno in sede di Giustizia Ordinaria civile.

Al personale del Corpo che rimanga ferito o infortunato durante operazioni di servizio verrà comunque corrisposto il salario accessorio inerente la presenza durante il periodo di assenza per malattia, all’uopo il Comune di Roma chiederà il risarcimento come parte civile agli eventuali aggressori indagati.