Il  SULPM, la FIKM (Federazione Italiana Krav Maga) e il CIFOS (Centro Italiano Formazione Operatori per la Sicurezza) hanno tenuto uno stage sulle Tecniche di Polizia e Self Defense alla Polizia Municipale di Cosenza, grazie anche alla disponibilita' del Comandante Giampiero Scaramuzzo e del nostro Segretario provinciale Vincenzo La Cava.

Il servizio della Polizia Locale, ormai, e' sempre piu' diretto a garantire la sicurezza nelle comunita' locali e i poliziotti locali non possono farsi trovare impreparati. La delinquenza, anche la cosiddetta micro-criminalita', comincia in Italia ad essere sempre piu' spregiudicata, ragazzotti  con i coltelli in tasca, gang razziali agguerrite che si combattono con la lama per un territorio o solo per bullismo... E' di qualche giorno fa ad esempio la notizia che una guardia giurata a Roma, solo per aver allontanato dalla auto di servizio un diciassettenne che vi si era poggiato sopra, si è presa una coltellata su una gamba....

Siamo in grado noi della Polizia Locale (come anche gli altri appartanenti alle Forze dell'Ordine) di fronteggiare un aggressore con il coltello ?

Qualcuno pensera'... gli spari !! Senza entrare nel merito giuridico e ricordare che l'art. 53 cp, uso legittimo delle armi, richiama ESPRESSAMENTE gli articoli precedenti che fanno riferimento al principio della proporzionalita' tra difesa ed offesa..... va ben tenuto in mente che ad esempio è noto e provato che a dieci passi l'uno dall'altro un uomo con un coltello e un poliziotto con la pistola in tasca, in caso di aggressione, fa prima l'uomo ad accoltellare il poliziotto che questi ad estrarre la pistola e, magari, caricare il colpo in canna ecc ecc ...Ma andiamo per gradi: prendiamo ad esempio un aggressore disarmato e un poliziotto locale armato, l'aggressore ci prende il bavero, strattona, da pugni.... prendiamo la pistola ? Cioè prendiamo la pistola avendo un aggressore a 50 cm da noi ?

E se a quel punto, magari l'aggressore più forte fisicamente di noi, una volta estratta, tenta di levarcela ? Oppure se tenta di estrarcela lui direttamente ancora prima che noi pensiamo a tirarla fuori?

Alessandro Marchetti, Segr. Genle Agg.to Sulpm e Istruttore FIKM, con alcune colleghe di Cosenza

Ma facciamo le cose ancora piu' semplici... ci prendono il polso con una mano, come ci liberiamo da quella presa ? L'istinto è quello di tirare il braccio indietro, verso di noi..... ma cosi facendo lo avviciniamo ancora di piu' al nostro corpo e soprattutto alla nostra pistola, oppure solo di darci una testata....

Dunque non basta essere armati con una pistola per avere garantita la propria sicurezza, in alcuni casi puo' essere utile a, come dire, scoraggiare, ma abbiamo l'obbligo di sapere che, se quello non si scoraggia, oggi non abbiamo alcuna preparazione e formazione su cosa fare e come farlo.

E a rischiare è pertanto la nostra stessa salute e sicurezza.

Quanti di noi ad esempio sono preparati psicologicamente a rispondere ad una aggressione fisica ?

Uno dei problemi principali che nascono in una aggressione, anche improvvisa, è dato anche (e c'è chi dice soprattutto) dalla reazione che siamo in grado di produrre, se è efficace mettiamo in salvo noi stessi e/o chi dobbiamo proteggere.

Prevenzione significa disporre di qualità psicologiche quali l'avere una mentalità difensiva, conoscere i propri punti deboli e saper "leggere" il contesto, modificare il proprio comportamento tenendo conto dell'ambiente in cui ci si trova e dei possibili pericoli ad esso legati.

Se la minaccia viene percepita oltre l'oggettiva possibilità di farvi fronte, l'individuo viene invaso dal panico e dal terrore

Il Panico determina una completa perdita di autocontrollo (reazioni tipiche sono la paralisi o la fuga disordinata), azzera la memoria e le altre risorse cognitive. E' importante inoltre analizzare le reazioni in modo da essere consapevoli delle proprie risposte tipiche di fronte al pericolo, curare la fiducia in se stessi, controllare e modificare i pensieri negativi. Solo così è possibile trasformare la paura, che produce un effetto opposto alla paralisi fisica e/o mentale, tanto non farsi cogliere impreparati.

È necessario avere pertanto un atteggiamento attivo di difesa personale, poniamoci dunque una domanda: riteniamo di aver diritto alla difesa ?
Finalizzati a questo scopo, sono i corsi di difesa personale: l'apprendimento di tecniche di colluttazione fisica unito al lavoro di tipo psicologico consente di acquisire quella sicurezza interiore (fiducia in se stessi) che predispone anche ad un atteggiamento sicuro, che deve servire da deterrente; il potenziale aggressore, in genere, si manifesta tale solo in presenza di una vittima "adeguata" e la presunzione che non reagirà all'aggressione è uno dei principali presupposti di vulnerabilità.
Ecco perche' il SULPM sta pianificando e progettando degli Stage di Self Defense sul territorio diretti alla Polizia Locale, non certo per promuovere questa o quella palestra, ma per far comprendere alle Amministrazioni e soprattutto ad ogni singolo poliziotto locale, che la Difesa Personale non serve per fare un po' di ginnastica, ma per aumentare i livelli di sicurezza e salute dello stesso lavoratore.
Senza essere atleti o avere alle proprie spalle anni di karate o judo o di qualsiasi altra arte marziale tradizionale, tramite l'acquisizione di semplici tecniche di lotta e combattimento CHIUNQUE e sottolineamo CHIUNQUE puo' essere in grado di difendersi... e, come ha ricordato anche ai Colleghi di Cosenza, se c'e' riuscito il nostro Segretario generale Aggiunto Alessandro Marchetti, che tutto e' meno che un atleta, possiamo riuscirci tutti !!
Cosa poi di non inferiore importanza, che il Sulpm ha tenuto a precisare con la FIKM, riguarda anche la formazione sulla conoscenza della Polizia Locale agli Istruttori tecnici di quella Federazione.
Chi va ad istruire un poliziotto locale per il tramite della nostra Sigla deve conoscere le norme, il ruolo, persino i problemi contrattuali e quindi adeguare le tecniche alle esigenze della Polizia Locale.
Se non si insegna COME parare uno schiaffo o un pugno.... come possiamo pensare a toglierci una mano dal bavero della giacca ?
Ed è per questo che il SULPM sta tenendo dei corsi di specializzazione e conoscenza della Polizia Locale ai tecnici FIKM. Sempre a Cosenza si è tenuto quindi il primo corso di specializzazione al Krav Urban Police, con la collaborazione della Cambridge International University di Malta-Urban Safety's Department tenuto dal nostro Segretario Generale aggiunto Alessandro Marchetti.
Tra gli Istruttori della FIKM che hanno seguito il Corso, nota lieta, c'erano anche due Colleghi, tra l'altro iscritti Sulpm, della Polizia Municipale di Messina, il Commissario Michele Bonanno e l'Ispettore Rosalba Ragazzi (sorella del Maresciallo Ragazzi, eroe deceduto a Nassirya), i quali hanno condiviso e apprezzato quanto illustrato durante il Corso, A Loro vanno in particolare gli auguri e i complimenti di tutti noi. (vedi foto sotto)
UNITI NEL SULPM SI VINCE !
  

Gli Istruttori FIKM della Calabria, Massimiliano Granata e Francesco Sorrentino che hanno gestito lo Stage

 

Tecniche di ammanettamento a terra

Vincenzo La Cava e Marchetti

 

Foto di gruppo del turno mattutino

Foto di gruppo del turno pomeridiano

ECCO GLI ISTRUTTORI FIKM CHE HANNO SEGUITO IL CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN KRAV URBAN POLICE TENUTO DAL SULPM

FRA QUESTI I DUE POLIZIOTTI LOCALI DA MESSINA, MICHELE BONANNO E ROSALBA RAGAZZI POSANO (da destra) INSIEME A MARCHETTI E AL PRESIDENTE FIKM PALMA