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SULPM ROMA

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La Polizia di Stato e la Polizia Municipale hanno sgominato una feroce banda di spacciatori.

Nel fare i complimenti al Comandante Antonio Di Maggio dell'VIII Gruppo di P.M. e a tutti i Colleghi che vi hanno partecipato, abbiamo chiesto al Sindaco se e per quanto ancora Giunta e Consiglio comunale di Roma continueranno a tenere disarmati i lavoratori della Polizia Municipale di Roma !!

Alle capacità dei lavoratori della Polizia Municipale  corrisponde, come sempre, l'irresponsabilità della classe politica.

La Segreteria SULPM di Roma

(per rispetto dei Colleghi non abbiamo rilasciato comunicati alla Stampa ed atteso le ore 21  del 21 ottobre 06 per pubblicare questa agenzia e il nostro commento)

 

Omniroma-PRENESTINO, 11 ARRESTI E 6 DENUNCE IN BLITZ ANTIDROGA
(OMNIROMA) Roma, 21 ott - Undici persone sono state arrestate e sei denunciate a piede libero nel corso di una operazione antidroga eseguita in nottata dagli agenti del commissariato Prenestino in collaborazione con gli agenti della Polizia Municipale del VII e VIII gruppo nei pressi del centro sociale "Forte Prenestino". Maggiori dettagli saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 nel commissariato Prenestino in via Lepetit, 99.
Undici persone arrestate per tre tentati omicidi e spaccio di hashish nell'area del parco di Forte Prenestino, sei denunciate per vari reati tra i quali favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e spaccio di droga. Otto chilogrammi di hashish, 70mila euro, 3 auto sequestrate. Questi alcuni dei numeri dell'operazione ribattezzata "Forte Prenestino - Moro" eseguita dagli agenti del commissariato Prenestino e gli uomini della Polizia municipale del VII e VIII gruppo. Con gli arresti eseguiti è stata sgominata una banda di criminali "di una violenza inaudita" come hanno sottolineato gli investigatori. Durante il blitz, infatti, sono state sequestrate, oltre a un fucile Beretta calibro 12 con 30 cartucce, e alcune pistole, anche spade, due delle quali di lunghe dimensioni, coltelli e una mannaia "oggetti che sono stati usati e questo spiega la ferocia del gruppo" sottolinea Federico Gazzellone, dirigente del commissariato Prenestino. Durante la conferenza stampa è stato inoltre sottolineato più volte che l'attività di spaccio di sostanza stupefacente si  svolgeva in zona Prenestino e nell'area del parco di Forte Prenestino ma "la banda non aveva nulla a che vedere con i frequentatori del centro sociale" ha detto Gazzellone. "Sono  stati fatti incontri di mediazione con i frequentatori abituali del centro sociale per sottolineare la differenza di comportamento degli uni e degli altri" ha aggiunto il comandante del VIII gruppo della polizia municipale, Antonio di Maggio, che con i suoi uomini ha collaborato all'operazione. Le indagini sono iniziate tra la fine di maggio e i primi di giugno in seguito al primo dei tre tentati omicidi. In manette sono finiti cittadini stranieri di età compresa tra i 19 e i 40 anni, per lo più provenienti dal Marocco ma tra loro c'è anche una donna, Tamara Quoiani, 31enne originaria di Cagliari. A capo della banda Bouchaib Errachidi, alias Boush di 32 anni, arrestato il 10 giugno scorso. La banda aveva studiato nei minimi dettagli un "modus operandi" per fuggire all'arresto e per portare avanti l'attività di spaccio, a cominciare dal luogo scelto per nascondere droga e armi. Per base operativa avevano scelto un fossato profondo dai 6 ai 10 metri nei pressi del Forte Prenestino, adiacente al parco giochi per bambini, compreso tra via Pietro Romualdo Pirotta, via Chiovenda e via delle Palme e circondato da 4 cunicoli. L'utilizzo del fossato da parte  dell'associazione avveniva secondo un sistema studiato "a tavolino". Gli spacciatori, utilizzando delle corde, erano in grado di calarsi fino a 10 metri di profondità. Durante l'attività di spaccio si dividevano i compiti. Due pusher si posizionavano vicino a un recinto e ricevevano ordinazioni e denaro dai clienti provenienti da varie zone di Roma, spacciando così "al minuto". Un terzo, sistemato alla base del fossato, riforniva i due a secondo delle necessità del momento. Per cinque mesi gli agenti del commissariato Prenestino hanno monitorato i movimenti della banda, fino a quando non hanno deciso di effettuare il blitz, durante il quale sono stati arrestati gli ultimi tre ancora in attività. All'arrivo delle forze dell'ordine i tre, per fuggire, hanno tentato di scappare dai cunicoli dove però erano posizionati i poliziotti e gli agenti della polizia municipale, e con due coltelli hanno ferito due poliziotti. "C'era il rischio di avere gravi conseguenze per i miei uomini - ha osservato Gazzellone - la ferocia con la quale hanno affrontato i due agenti, rimasti feriti in modo lieve, dimostra la loro pericolosità". Il primo dei tre tentati omicidi, è stato ricordato durante l'incontro, si è verificato vicino al parco del Forte Prenestino. Come negli altri due casi, vittima un uomo che si era ribellato o voleva "uscire dal giro". La vittima era stata trattenuta con la forza su una panchina da tre componenti dell'organizzazione che avevano avuto l'ordine di ucciderlo da "Boush", il capo. All'uomo era stata recisa la gola con una bottiglia infranta e, con una spada, era stato ferito sulla fronte. Nel secondo episodio, avvenuto sempre nella stessa zona, un uomo era stato prima bloccato nella fuga da un pit-bull e successivamente ferito con  una mannaia. Un altro giovane era stato poi aggredito con una  spada. Nel ricostruire tutta la storia della banda gli investigatori hanno accertato che, anche dopo l'arresto, il capo riusciva, da Regina Coeli, a impartire ordini ai suoi sottoposti e che la droga arrivava dal Marocco passando dalla Spagna. Qui veniva caricata e nascosta in doppifondi ricavati dentro ad alcuni furgoni per poi proseguire alla volta dell'Italia passando prima per Milano, poi per Firenze e quindi Roma. Per il trasporto e, in alcuni casi anche per la vendita della droga, venivano utilizzate delle adolescenti italiane, di 14 e 15 anni, oggetto anche di attenzioni sessuali da parte degli spacciatori. Al blitz hanno partecipato circa 100 uomini, tra poliziotti e agenti della Polizia municipale, e alcuni volontari della "Valle Aniene" associati alla Protezione civile di Guidonia che hanno fornito i mezzi necessari per la discesa e risalita del fossato.