Omniroma-PRENESTINO,
11 ARRESTI E 6 DENUNCE IN BLITZ ANTIDROGA
(OMNIROMA) Roma, 21 ott - Undici
persone sono state arrestate e sei denunciate a piede libero nel corso
di una operazione antidroga eseguita in nottata dagli agenti del
commissariato Prenestino in collaborazione con gli agenti della Polizia
Municipale del VII e VIII gruppo nei pressi del centro sociale
"Forte Prenestino". Maggiori dettagli saranno forniti nel
corso di una conferenza stampa che si terrà alle 11 nel commissariato
Prenestino in via Lepetit, 99. Undici
persone arrestate per tre tentati omicidi e spaccio di hashish nell'area
del parco di Forte Prenestino, sei denunciate per vari reati tra i quali
favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e spaccio di droga. Otto
chilogrammi di hashish, 70mila euro, 3 auto sequestrate. Questi alcuni
dei numeri dell'operazione ribattezzata "Forte Prenestino -
Moro" eseguita dagli agenti del commissariato Prenestino e gli uomini
della Polizia municipale del VII e VIII gruppo. Con gli arresti
eseguiti è stata sgominata una banda di criminali "di una violenza
inaudita" come hanno sottolineato gli investigatori. Durante il
blitz, infatti, sono state sequestrate, oltre a un fucile Beretta
calibro 12 con 30 cartucce, e alcune pistole, anche spade, due delle
quali di lunghe dimensioni, coltelli e una mannaia "oggetti che
sono stati usati e questo spiega la ferocia del gruppo" sottolinea
Federico Gazzellone, dirigente del commissariato Prenestino. Durante la
conferenza stampa è stato inoltre sottolineato più volte che l'attività
di spaccio di sostanza stupefacente si svolgeva in zona Prenestino
e nell'area del parco di Forte Prenestino ma "la banda non aveva
nulla a che vedere con i frequentatori del centro sociale" ha detto
Gazzellone. "Sono stati fatti incontri di mediazione con i
frequentatori abituali del centro sociale per sottolineare la differenza
di comportamento degli uni e degli altri" ha aggiunto il
comandante del VIII gruppo della polizia municipale, Antonio di Maggio,
che con i suoi uomini ha collaborato all'operazione. Le
indagini sono iniziate tra la fine di maggio e i primi di giugno in
seguito al primo dei tre tentati omicidi. In manette sono finiti
cittadini stranieri di età compresa tra i 19 e i 40 anni, per lo più
provenienti dal Marocco ma tra loro c'è anche una donna, Tamara Quoiani,
31enne originaria di Cagliari. A capo della banda Bouchaib Errachidi,
alias Boush di 32 anni, arrestato il 10 giugno scorso. La
banda aveva studiato nei minimi dettagli un "modus operandi"
per fuggire all'arresto e per portare avanti l'attività di spaccio, a
cominciare dal luogo scelto per nascondere droga e armi. Per base
operativa avevano scelto un fossato profondo dai 6 ai 10 metri nei
pressi del Forte Prenestino, adiacente al parco giochi per bambini,
compreso tra via Pietro Romualdo Pirotta, via Chiovenda e via delle
Palme e circondato da 4 cunicoli. L'utilizzo del fossato da parte
dell'associazione avveniva secondo un sistema studiato "a
tavolino". Gli spacciatori, utilizzando delle corde, erano in grado
di calarsi fino a 10 metri di profondità. Durante l'attività di
spaccio si dividevano i compiti. Due pusher si posizionavano vicino a un
recinto e ricevevano ordinazioni e denaro dai clienti provenienti da
varie zone di Roma, spacciando così "al minuto". Un terzo,
sistemato alla base del fossato, riforniva i due a secondo delle
necessità del momento. Per cinque mesi gli agenti del commissariato
Prenestino hanno monitorato i movimenti della banda, fino a quando non
hanno deciso di effettuare il blitz, durante il quale sono stati
arrestati gli ultimi tre ancora in attività. All'arrivo delle forze
dell'ordine i tre, per fuggire, hanno tentato di scappare dai cunicoli
dove però erano posizionati i poliziotti e gli agenti della
polizia municipale, e con due coltelli hanno ferito due
poliziotti. "C'era il rischio di avere gravi conseguenze per i miei
uomini - ha osservato Gazzellone - la ferocia con la quale hanno
affrontato i due agenti, rimasti feriti in modo lieve, dimostra la
loro pericolosità". Il primo dei tre tentati omicidi, è stato
ricordato durante l'incontro, si è verificato vicino al parco del Forte
Prenestino. Come negli altri due casi, vittima un uomo che si era
ribellato o voleva "uscire dal giro". La vittima era stata
trattenuta con la forza su una panchina da tre componenti
dell'organizzazione che avevano avuto l'ordine di ucciderlo da "Boush",
il capo. All'uomo era stata recisa la gola con una bottiglia infranta e,
con una spada, era stato ferito sulla fronte. Nel
secondo episodio, avvenuto sempre nella stessa zona, un uomo era stato
prima bloccato nella fuga da un pit-bull e successivamente ferito con
una mannaia. Un altro giovane era stato poi aggredito con una
spada. Nel ricostruire tutta la storia della banda gli investigatori
hanno accertato che, anche dopo l'arresto, il capo riusciva, da Regina
Coeli, a impartire ordini ai suoi sottoposti e che la droga arrivava dal
Marocco passando dalla Spagna. Qui veniva caricata e nascosta in
doppifondi ricavati dentro ad alcuni furgoni per poi proseguire alla
volta dell'Italia passando prima per Milano, poi per Firenze e quindi
Roma. Per il trasporto e, in alcuni casi anche per la vendita della
droga, venivano utilizzate delle adolescenti italiane, di 14 e 15 anni,
oggetto anche di attenzioni sessuali da parte degli spacciatori. Al
blitz hanno partecipato circa 100 uomini, tra poliziotti e agenti
della Polizia municipale, e alcuni volontari della "Valle
Aniene" associati alla Protezione civile di Guidonia che hanno
fornito i mezzi necessari per la discesa e risalita del fossato.