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Roma, 4 ago. - (Adnkronos) - "La situazione di via della
Concilazione e' figlia della decisione del Consiglio
Comunale e della Giunta di non dare gli strumenti di difesa al
personale del Corpo per poter intervenire con la giusta
autorevolezza, laddove necessario, in fenomeni sociali come
questi e di utilizzare una forza adeguata a quella che si
dovesse contrapporre. E' che a farne le spese sono i
cittadini, i commercianti, l'industria italiana che viene
contraffatta impunemente (all'estero) e poi svenduta sul
nostro suolo". E' quanto dichiara Alessandro Marchetti,
segretario romano del Sulpm in merito all'articolo apparso su
'Il Messaggero' inerente la casbah di via della Concilazione.
"Al danno anche la beffa - aggiunge il segretari romano
del Sulpm - e questa maggioranza che sta alla finestra senza
avere il coraggio di intervenire con la Polizia Municipale,
cosi' come prevede la legge. D'altronde la circolare del
Comando del Corpo suggellata dall'assenso del Vice Capo di
Gabinetto del Sindaco, parla chiaro: se non ci sono situazioni
di sicurezza non si deve operare. Il Comando alla fine non
poteva fare altro che preoccuparsi di tutelare l'integrita'
dei lavoratori e quindi organizzare i servizi con gli
strumenti che gli vengono forniti dalla politica. Ed ecco che
cosi' di fatto la Giunta si e' arresa agli ambulanti".
"Situazioni di sicurezza non ci saranno mai se ad operare
sono i Vigili Urbani - prosegue Marchetti - quindi ecco che
dobbiamo per forza avere la scorta di Polizia e Carabinieri,
che pero' di personale non ne ha mai abbastanza anche per
garantire i nostri compiti di istituto". "Fermo
restando che via della Conciliazione - dichiara Marco Milani,
dirigente sindacale Sulpm ed agente al XVII Gruppo - secondo
il patto sicurezza siglato in prefettura, e' una di quelle
strade il cui controllo degli ambulanti spetta alla Polizia di
Stato e che piu' volte tutti i sindacati hanno segnalato la
necessita' di un intervento continuo, resta il problema che la
Polizia Municipale comunque in quella via ci va anche per il
controllo del traffico, quello che facevano infatti le due
vigilesse fotografate ieri, che per altro essendo a tempo
determinato sono prive pure dello spray anti-aggressione, ed
e' difficile spiegare alla gente che li ci stai per altri
motivi". "La riunione in Campidoglio del 2 agosto
con il Vice-Capo di Gabinetto - continua Marchetti -
doveva proprio vertere su queste materie, noi abbiamo
presentato un progetto che avrebbe trasformato la Polizia
Municipale in polizia di prossimita', dandole efficacia ed
efficienza negli interventi a sicurezza dei cittadini ed
invece Luca Odevaione, Vice-Capo del Gabinetto del Sindaco si
e' presentato con una proposta senza un reale indirizzo
politico nuovo, ma che alla fine si proponeva solo di tagliare
alcuni gradi distintivi degli ufficiali ed eliminare alcuni
istituti contrattuali nazionali".
"Per questo abbiamo dovuto riaprire lo stato di
agitazione dei lavoratori e scrivere al Prefetto -conclude
segretario romano del Sulpm - intanto mercoledi 8 agosto
terremo un'assemblea con i lavoratori del XVII Gruppo per
fargli sentire che non sono rimasti da soli e che la citta', e
non la politica, gli e' in realta' vicina. C'e' poi il
problema che a rischiare sono sempre e solo i Vigili che
stanno in strada sia di finire in ospedale per colpa degli
ambulanti, ricordiamo la rivolta del novembre 2006, sia di
finire in tribunale per omissione d'atti d'ufficio, perche'
non intervengono per fare i sequestri. E tutto questo perche'
chi governa questa citta' non ha il coraggio di prendere
decisioni che in altre citta' come Milano, Bologna, Firenze,
Catania, Palermo, Genova, invece portano importanti risultati
alla sicurezza urbana integrata". (Asc/Col/Adnkronos)
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