SULPM

SULPM ROMA

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Certe cose capitano solo a Roma !!! Come non sospettare che i fini siano altri ?

ARMAMENTO: è dal 1940, grazie all'art. 73 comma 4 del Regolamento per l'esecuzione del TULPS, che gli Agenti di pubblica sicurezza portano l'arma per difesa personale....

......E da 69 anni e' cosi in tutta Italia !!!

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Ecco il testo dell'articolo 73  Regolamento per l'esecuzione del T.U.L.P.S. (Regio decreto 6 maggio 1940, n. 635) ":

1. Il Capo della polizia, i Prefetti, i vice-prefetti, gli ispettori provinciali amministrativi, gli ufficiali di pubblica sicurezza, i Pretori e i magistrati addetti al pubblico Ministero o all'ufficio di istruzione, sono autorizzati a portare senza licenza le armi di cui all'art. 42 della legge.

2. Gli agenti di pubblica sicurezza, contemplati dagli artt. 17 e 18 della legge 31 agosto 1907, n.690, portano, senza licenza, le armi di cui sono muniti, a termini dei rispettivi regolamenti. (art. 17:Sono agenti di pubblica sicurezza in servizio permanente i carabinieri [reali] e le guardie di città.)

3. Gli agenti di pubblica sicurezza, riconosciuti a norma dell'art. 43 della legge 31 agosto 1907, n. 690 o di disposizioni speciali, possono portare, senza licenza, le armi di cui al capoverso precedente, soltanto durante il servizio o per recarsi al luogo ove esercitano le proprie mansioni e farne ritorno, sempre quando non ostino disposizioni di legge. (art.43:Guardie Telegrafiche e di Strade Ferrate ed ai Cantonieri, Agenti destinati dal Governo all'esecuzione ed all'osservanza di speciali Leggi e Regolamenti dello Stato )

4. La facoltà di portare le armi senza licenza è attribuita soltanto ai fini della difesa personale.

 

Roma, Sulpm: Regolamento armi, il Sindaco ha applicato la legge

Roma, 17 mar (Velino) - Sul regolamento che disciplina la dotazione delle armi ai vigili di Roma “il sindaco Gianni Alemanno non poteva far altro che applicare la norma vigente da 69 anni”, un testo che “certi addetti ai lavori ‘distratti’ ora non ricordano”. Alessandro Marchetti, segretario del Sulpm (Sindacato unitario lavoratori polizia municipale e locale) di Roma e del Lazio, ha illustrato la posizione del suo sindacato sulla questione delle pistole che saranno date in dotazione alla Polizia municipale capitolina. “Alemanno e la sua giunta – ha spiegato - hanno semplicemente applicato per il regolamento della Polizia municipale secondo quanto previsto nell’articolo 73 comma 4 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Che a sua volta riprende un regio decreto del 1940, sul quale è basato, per intenderci, anche la disciplina delle armi dei carabinieri”. La norma prevede che chi è in possesso della qualifica di agente o ufficiale di pubblica sicurezza può “portare l’arma senza licenza per difesa personale. Discorso che non va confuso con la legittima difesa: sono due istituti completamente diversi”. Infatti, ha specificato Marchetti, “il vigile, che è un pubblico ufficiale porta l’arma per uso legittimo come previsto dall’art. 53 del Codice penale, con l’unica ovvietà che la difesa deve essere proporzionata all’offesa”.
Il testo della norma recita infatti: “Non è punibile il pubblico ufficiale che, al fine di adempiere un dovere del proprio ufficio, fa uso ovvero ordina di far uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica, quando vi è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza all'Autorità e comunque di impedire la consumazione dei delitti di strage, di naufragio, sommersione, disastro aviatorio, disastro ferroviario, omicidio volontario, rapina a mano armata e sequestro di persona”. Quindi, ha ribadito il sindacalista del Sulpm, “l’arma viene usata per vincere una forza contraria a quella che impedisce un dovere d’ufficio”, fermo restando la proporzionalità della difesa rispetto all’offesa: “È per questa ragione – ha sottolineato – che il Sulpm si è battuto per avere anche le mazzette distanziometre e gli spray, oltre che le pistole. In questo modo, per ogni tipo di offesa, l’operatore avrà la possibilità di difesa personale e di prevenire i reati commisurando l’entità della risposta”.
Pertanto, ha osservato Marchetti, “è forse pretestuosa la posizione di chi critica il regolamento della giunta comunale, perché è dal 40 che c’è questa legge. E per ‘difesa personale’ si intende quella nell’esercizio delle proprie funzioni, e quindi di pubblico ufficiale”. Infine, il Sulpm si è dichiarato contrario a un’indennità per gli agenti che sceglieranno di armarsi: “Chi ha la qualifica di agente o ufficiale di pubblica sicurezza – ha affermato - percepisce già un’indennita. Di per sé, ciò comporta anche il possesso dell’arma. Allora non vogliamo un’indennità sull’arma. Ciò che chiediamo è un rimborso spese per la manutenzione e la custodia della pistola. Olii e spazzole per la pulizia e soprattutto - ha concluso - casseforti che attualmente la maggior parte di noi non hanno”.
Roma, Santori: Regolamento armi, è stato fatto il massimo

Roma, 17 mar (Velino) - “La decisione di armare i vigili e l’approvazione del regolamento per la polizia municipale sono stati atti storici per Roma, perché hanno dato dignità al Corpo”. Il presidente della commissione Sicurezza urbana del Comune di Roma Fabrizio Santori ha spiegato al VELINO il lavoro fatto dall’amministrazione guidata da Gianni Alemanno per potenziare la polizia municipale capitolina. Un lavoro non facile, ma “svolto in tempi brevi”. Se anche ora ci sono polemiche sui regolamenti, come è avvenuto da parte dell’Ospol, Santori ha osservato che “non potevamo fare di più, perché dobbiamo attenerci alla legge nazionale”. In questo senso il Comune di Roma non poteva certo inventarsi un regolamento, e ha perciò “seguito le linee guida stabilite nel decreto ministeriale 145/87. Come Consiglio comunale – ha aggiunto il presidente della commissione Sicurezza urbana – ci siamo impegnati al massimo. Abbiamo infatti approvato un ordine del giorno che impegna il sindaco a chiedere un cambiamento della normativa nazionale affinchè sia equiparata la difesa dei vigili a quella degli appartenenti alle altre forze di polizia”. Inoltre è in discussione una proposta di legge bipartisan sul federalismo alle Camere che “prevede l’equiparazione fra polizia locale e nazionale”. Ma allo stato attuale, ha ribadito, “non si poteva fare di più”.
Inoltre, ha osservato Santori, “il regolamento va visto in un’ottica complessiva. L’uso delle mazzette distanziatrici e degli spray anti-aggressione sono da considerare non come strumenti a se stanti, ma come un sistema globale e coordinato che permette agli operatori la flessibilità necessaria per la difesa proporzionata all’offesa. Quanto alla legittima difesa – ha sottolineato - non si è mai vista la possibilità di usare l’arma a proprio piacimento, ma ci sono regole precise e codificate”. Pertanto, secondo il presidente della commissione Sicurezza urbana, “questo impegno previsto dal programma elettorale è stato mantenuto dal sindaco. Con la storica approvazione del regolamento si è superato non soltanto il problema della sicurezza dell’agente, ma si è ridata la dignità al Corpo. I vigili diventano così non solo quelli che fanno le multe, ma diventano un punto di riferimento per i cittadini sul territorio. Ciò significa che si cambia visione”. Ecco perché, ha concluso, “sarebbe opportuno che tutte le forze politiche si unissero senza polemiche in una collaborazione per far progredire il Corpo di polizia municipale”.

 

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Armamento, il Sulpm non demorde, anche in Tv dice la Sua: è dal 1940..... Il Regolamento dell'armamento è "regolare" !!

 Ma ora si cominci ad assumere... altro che ronde !!!

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